DEFINIZIONE DELLA LOCUZIONE: SEI ALLA FRUTTA.

Da:  http://it.wikipedia.org/wiki/Glossario_delle_frasi_fatte

  • Essere alla frutta

Essere arrivati alla fine della propria esistenza, o delle proprie forze, o delle proprie speranze, o simili. Allude alla frutta come portata finale del pasto.

Da:  http://archiviostorico.corriere.it/

L’ espressione “sei alla frutta” è una variante del “sei a terra”. Che possiamo considerare come un’ applicazione della “semantica dell’ eufemismo” al ben più truculento “sei alla canna del gas”.

Tutto sommato, ingentilire il linguaggio, pur senza alterare il concetto di fondo, sembra un’ operazione accettabile considerando il dilagare delle “parole spazzatura”.

Si dice “è arrivato alla frutta” alludendo alla situazione economica generale o a quella particolare di un’ impresa o di un negozio. Lo si dice di un uomo politico braccato dai suoi errori, di un’ amministrazione pubblica azzerata da arresti e incriminazioni. “Alla frutta” puo’ ridursi uno scrittore che non trova piu’ il successo o un allenatore di calcio, un cantante o un presentatore televisivo. Il significato di questa locuzione e’ evidente:

la frutta, fresca o secca, e’ l’ ultima portata di un menu che si rispetti, e

DUNQUE SE UN UOMO E’ “ALLA FRUTTA” VUOL DIRE CHE E’ ALLA FINE, NEL SENSO PERO’, DI GRANDE POVERTA’, DI AVVILENTE ESAURIMENTO DEGLI ARGOMENTI E DELLE RISORSE.

Non si tratta, ad ogni modo, come molti ritengono, di un’ espressione nata nei nostri tempi. E di moda adesso, ma l’ origine e’ antica. In un trattato pubblicato verso la meta’ del Cinquecento e intitolato “Osservazioni sulla volgar lingua”, si trova questa frase: “Quando vogliono dimostrare che alcuno sia in estrema miseria caduto, dicono lui essere giunto al verde… Il medesimo si dinota con dire che alcuno sia giunto alle frutte: percioche’ questo e’ l’ ultimo cibo che si pon sulle tavole”. A ennesima conferma che i destini delle parole sono bizzarri e alimentano straordinarie possibilita’ di giochi quasi senza volerlo, l’ autore delle “Osservazioni sulla volgar lingua” fu un poligrafo veneziano che si chiamava Ludovico Dolce (1508.68). Come resistere alla fatalita’ combinatoria suggerita da questo nome? Dal Dolce alla frutta… Pellegrino Artusi, che lascio’ memorabili “note di pranzi”, approverebbe la perfetta gradualita’ dell’ accostamento, ovviamente assolvendo l’ arcaico “alle frutte”.

frutta fresca

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