chiave a cratere con resina

Il chewing gum come tecnica di apertura delle serrature??

Da qualche tempo a questa parte mi ritrovo ad effettuare degli interventi di sostituzioni su delle serrature a cilindro a profilo europeo con chiave a cratere che, apparentemente, sono state aperte senza scasso.

Come faccio a spiegare al cliente che non tutti i cilindri a profilo europeo sono di sicurezza anche se sono dotati di tesserino di proprietà?

Posso spiegare che vi sono vari livelli di sicurezza e, nel caso dei livelli bassi, la protezione alle tecniche del bumping, dell’impressioning​ non è garantita, così come non è detto che non si riesca a decodificare la serratura.

In alcuni casi ho trovato un pezzo di chewing gum nel cilindro, non una piccola parte o un residuo, ma proprio un bel pezzo infilato e schiacciato nell’imbocco chiave del cilindro.

Da wikipedia.org/: La gomma da masticare, detta anche gomma americana, in inglese chewing gum, è un prodotto dolciario assolutamente particolare, in quanto a differenza di tutti gli altri, come dice il nome stesso, non deve essere mangiato, ma soltanto masticato.

La domanda che mi fanno sempre è: ma è possibile aprire un cilindro con il chewing gum?

La mia risposta è che vi sono delle tecniche che sono di apertura e non,​ come erroneamente vengono chiamate di “effrazione”. Con effrazione si intende un’operazione che comporta la forzatura della serratura, infatti il termine ​effrazione viene usato in ambito forense quando le serrature o i sistemi di chiusura o di sicurezza sono compromessi della funzionalità da un’operazione di scasso.

Da: treccani.it: “Scasso”, vuol dire il termine d’ambito giuridico effrazione. Non c’è, alla base, un verbo italiano, in quanto, attraverso il francese effraction (documentato dal 1404), effrazione si ricollega a un sostantivo latino medievale effractio, -onis (secondo ilGrande dizionario della lingua italiana del Battaglia) o al latino tardo effractus, participio passato di effringere ‘rompere (frangere) del tutto (ex)’ (secondo il DELI di Cortelazzo-Zolli).

Effrazione è testimoniato nell’italiano scritto delle cancellerie a partire dal 1812 nella forma efrazione e dal 1855 nella forma ancor oggi in uso.

​Con “apertura” posso intendere sia un apertura nel vero senso del termine e cioè che apro la serratura sia intendere che la serratura è apribile, perché utilizzando chiavi morbide o componibili posso realizzare una chiave funzionante; oppure posso decodificare la serratura, cioè ​prendere le misure per realizzare una chiave in modo tradizionale, da una chiave grezza. Queste tecniche si chiamano NDE (Non-Destructive Entry). All’interno di queste tecniche vi dobbiamo sicuramente  inserire i metodi del “picking”, dell’ “impressioning”, del “bumping” e il “decoding”.

A questo punto si possono delineare 2 possibilità:

  1. se il pezzo trovato ha l’odore del chewing gum e ingombra tutto l’imbocco chiave: secondo me è una presa in giro, uno specchietto per le allodole, vogliono semplicemente evitare di farci sapere quale è la tecnica che utilizzano veramente. Tecnica utilizzata veramente che possiamo ricondurre sicuramente nell’ambito delle NDE (Non-Destructive Entry). In questo modo cercano di evitare che le conoscenze del pubblico arrivi a prendere conoscenza della tecnica realmente utilizzata e fanno in modo che la notizia non si divulghi come invece si è divulgata nel caso delle chiavi componibili utilizzate nelle aperture NDE delle serrature a chiave a doppia mappa (attrezzo o tecnica chiamata anche grimaldello bulgaro o​ attrezzo bulgaro).     

  2. se il pezzo trovato è un residuo di piccole dimensioni è probabile che non sia chewing gum, ma sia nella realtà della cera o della resina.

Di tecniche di apertura senza effrazione e senza scasso, le ​NDE (Non-Destructive Entry), ve ne sono varie e cambiano a seconda del modello e della tipologia della serratura. Nel caso delle serrature a cilindro con chiave a cratere o a cilindro a chiave piatta (cilindro classico a pistoncini) fra le tante ve ne possono essere due interessanti, sia per la velocità di esecuzione dell’apertura (per essere precisi la serratura è apribile e non aperta) consentendo la realizzazione di una chiave che funziona anche se apparentemente magari non sembra una chiave, ma solo uno sbozzo. Sia per il fatto che in un secondo momento si può realizzare una chiave definitiva utilizzando la chiave NDE come dima o per prendere le misure necessarie.

Fra le tecniche utilizzate si possono elencare: chiavi con il riporto in resina o cera e chiavi con il riporto di stagno. Si tratta sempre di chiavi fresate alla profondità massima (l’intaglio più basso) e poi, la parte con il materiale asportato, riempita appunto con uno questi materiali. Materiali che vengono scelti in base alla tipologia della serratura e dal tipo di realizzazione della serratura stessa. Ad esempio nel caso delle chiavi a cratere a seconda del cilindro e delle sue caratteristiche posso scegliere, in base a delle prove effettuate, se usare delle resine o della cera stearica o altro tipo di cera. Nel caso dei cilindri a pistoncini e della serrature con cilindro a pompa la mia personale opinione è che il riporto di stagno è il migliore, perché è sufficientemente tenace per mantenere la forma e abbastanza morbido per essere lavorato e per evidenziare dove togliere il materiale.

chiave a cratere con resina

chiave a cratere con resina

chiave a cratere con resina

chiave a cratere con cera

chiave piatta con stagno

chiave piatta con stagno

chiave piatta con stagno

chiave piatta con stagno

chiave a pompa con stagno

chiave a pompa con stagno

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