Gli “allestimenti di Camouflage” dell’Expo come le scenografie dei film spaghetti western.

Quello che viene chiamata operazione “Camouflage” all’Expo non è altro che l’ennesima farsa in cui il made in Italy eccelle nel mondo.

“Camouflage” è un elegante francesismo per indicare i mascheramenti con cui nascondere ai visitatori le opere che il 1° maggio, quando si aprirà l’esposizione, non saranno terminate. È l’ultimo bando indetto da Expo SpA, più di 1 milione di euro, di cui 54 mila di oneri di sicurezza: per “allestimenti di quinte di camouflage”. Praticamente scenografie teatrali.

È così, l’Expo sarà un set cinematografico, tipo quelli delle città inesistenti degli spaghetti western.

set cinematografico western a Cinecittà World

set cinematografico western a Cinecittà World

Una città al momento finta, che esiste, ma come l’intero nostro Paese, solo nelle fantasie di chi ci governa e di chi stacca questi lucrosi contratti. Ma poi con il tempo la città inesistente diventerà una città fantasma.

set cinematografico western a Cinecittà World

set cinematografico western a Cinecittà World

Il bando precisa che la fornitura sarà consegnata secondo le esigenze che si manifesteranno e che “gli interventi sono da realizzare in numerosi punti del sito Expo, la cui definizione è per ovvie ragioni dipendente dal verificarsi o meno di situazioni di necessità”. Insomma: bisognerà correre qua e là a coprire i buchi, a camuffare le incompiute.

Il costo per la fornitura delle pezze che si metteranno sulle zone non finite è stimato in 100 euro per metro quadro. Se ne deduce, fatti i calcoli, che le aree da camuffare potrebbero essere di circa 11 mila metri quadrati.

Il reale stato del cantiere sembra diventato una faccenda top secret.

La data di fine lavori per Palazzo Italia, l’edificio più importante dell’Expo, vetrina mondiale del Paese che ospita l’evento, è indicata al 18 aprile; la consegna del rivestimento era fissata per il 16 dicembre, ma gli operai stanno ancora mettendo in posizione i 920 grandi pannelli della copertura. La realizzazione dei vari edifici del Cardo, luogo del Padiglione Italia e riservato alle eccellenze agroalimentari made in Italy, è prevista per il 30 aprile 2015: si può constatare che i lavori sono molto indietro.

Il termine indicato per gli scavi e le fondazioni dei padiglioni esteri è assurdo: consegna 1 agosto 2015, quando l’Expo sarà già iniziato da tre mesi. Addirittura per il 14 agosto la data fine lavori prevista per la Via d’Acqua e il lotto Anello verde azzurro (il canale che corre attorno al sito e alimenta il laghetto detto Lake Arena) con al centro l’Albero della vita.

Dobbiamo tenere in considerazione che il bando sulle aree Expo era andato deserto: nessun privato si è mostrato interessato a presentare un’offerta per dare vita a un’operazione immobiliare che in tempi di crisi attira ben pochi. Così accanto alle inchieste giudiziarie, alle spese supplementari per la bonifica e la pulizia delle aree e i ritardi per arrivare pronti all’inaugurazione del primo  maggio 2015, cosa ce ne faremo del milione di metri quadri fra Milano e Rho una volta che i padiglioni verranno smontati?

città fantasma

città fantasma

città fantasma

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