Il branco di camion…

Ero bambino, ragazzino abituato ad uscire di casa, a piedi o in bicicletta e poi, in moto.
Sempre in giro, sempre fuori casa, la sentivo così opprimente. E poi, voglia di studiare? Pochissima, quasi nulla. Per chi, come me, è nato e cresciuto senza la telefonia mobile e la rete internet era il solo modo di “navigare”.
È stato proprio “navigando” il quel periodo spensierato e gioioso, pieno di scoperte e sensazioni bellissime e sempre nuove, colori, odori, rumori, che, senza minimamente rendermene conto ebbi il primo contatto con la mafia, con l’ndrangheta.
Erano grandi e poderosi camion movimento terra, enormi e mastodontici, almeno così parevano a me al loro confronto così piccolo e indifeso sulla sella della mia Saltafoss. Il loro colore, rosso scuro, divenuto segno distintivo, un amaranto opaco inquietante o divenuto tale, anche se il rosso era, ed è, uno dei miei colori preferiti.
Inquietante era anche il modo di guidare degli autisti di questi “bestioni”, come avevano incominciato a chiamarli tutti, tutti quelli che subìvano il loro passaggi. Per le strade di Assago e Buccinasco viaggiavano ad alta velocità, sicuramente troppo alta per le dimensioni e il peso, la guida troppo aggressiva, presuntuosa, prevaricante. Era questa la sensazione che trasmettevano, prevaricazione. Sempre, ad ogni curva, rettilineo, rotonda  – all’epoca ve ne erano già tante, ma molte meno di oggi –  quando calpestavano un dosso o una buca non erano loro, i bestioni, a subire lo scossone, era il terreno che tremava e vibrava e con lui anche noi, attraverso i piedi o le ruote della bicicletta venivano trasmesse onde sismiche.
Andavano in giro a gruppi, in 3 o 4, un branco di camion allineati come un convoglio militare e diretti chissà dove. Speriamo non mi investano! Speriamo non mi prendano, chissà dove mi porterebbero.
Non lo sapevo  – come potevo? –  ma quello è stato il primo contatto della mia vita con l’ndrangheta. Seppi, molto tempo dopo, che quei camion facevano parte dell’organizzazione dedita nell’edilizia del clan Papalia/Barbaro. Già all’epoca molto attivi sul territorio e nel settore edile e monopolisti del movimento terra.
Le stesse sensazioni, inquietudine e stupore, perplessità e indignazione, me le ritrovo addosso ancora oggi quando tanti cittadini, lavoratori e artigiani come me fanno fatica a lavorare, negli ultimi tempi fatica inutile.
Invece gli affari dell’ndrangheta vanno a gonfie vele, vanno alla grande.
Non solo nell’edilizia, ma nel traffico di cocaina, eroina e le metanfetamine; nei rifiuti tossici e nell’azzardo  – sono più di 50 miliardi di Euro (€ 50.000.000.000,00) l’importo speso in Italia nelle sole slot-machine –
Sono inquieto, avvilito e molto, molto stanco. Di tutto…
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...