Perché e cosa scrivo e pubblico su questo blog? È un mio diritto sancito dagli art. 21 e art. 24 della Costituzione della Repubblica Italiana!!

PERCHÈ E COSA SCRIVO E PUBBLICO SU QUESTO BLOG??

Perché con questo veicolo straordinario che è la Rete internet voglio manifestare liberamente il mio pensiero sulla base delle mie esperienze umane. Nella mia esperienza personale e umana l’attività lavorativa ha da sempre una parte preponderante. Ed infatti condivido esperienze sulle serrature, esperienze di vita in una zona controllata dalla Mafia, esperienze lavorative segnate, anche e purtroppo soprattutto, dall’azione di avidi e narcisisti cannibali  – che mi hanno volta per volta divorato tempo, dignità, denaro, lavoro; in un caso specifico, oltre al tutto il resto, anche e persino la mia identità – . E poi esperienze di vita quali lo sport, il volontariato, le associazioni.

IO RIVENDICO IL MIO DIRITTO A MANIFESTARE IL MIO PENSIERO CON LO SCRITTO SU QUESTO BLOG AI SENSI DELL’ARTICOLO 21 DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA  ITALIANA.

INOLTRE SEMPRE NEL MANIFESTARE IL MIO PENSIERO CON QUESTO BLOG MI APPELLO ALL’ARTICOLO 24 DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA  ITALIANA.

Costituzione Repubblica Italiana  –  Articolo 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. 

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’Autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’Autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

” Il primo comma riguarda il principio della libertà di manifestazione del pensiero, i seguenti 5 commi riguardano la libertà di stampa e l’ultimo comma riguarda i limiti alla libertà di manifestazione del pensiero in Italia.”

“Stando alla lettera di tale norma vi era una corrente di interpreti, cui, secondo La Repubblica aderiva anche il sottosegretario Vannino Chiti,  che riteneva che il mondo web sarebbe rientrato pienamente nella norma con una vasta applicazione del principio di una larga concezione di che cosa sia un “giornale on-line”, con l’importante conseguenza che ogni sito avrebbe dovuto avere un “direttore” iscritto all’Albo dei giornalisti o dei pubblicisti.”

“Un certo seguito di tale posizione si era avuto anche in ambienti giornalistici, ma un forte movimento di opinione sostenne che con tale interpretazione la nuova Legge violava l’articolo 21 della Costituzione. Un deciso intervento venne anche dal proponente, il deputato Giuseppe Giulietti, presidente peraltro proprio dell’Associazione “Articolo 21”, fino a che il sottosegretario Chiti, intervenne chiarendo le sue prime dichiarazioni e indicando i precisi limiti della legge: nessun sito che precedentemente non avesse già l’obbligo di essere considerata “testata giornalistica” avrebbe avuto un aggravamento delle formalità di registrazione o di controllo.

Con sentenza 15 giugno 1972 n. 105 la Corte costituzionale ha stabilito che “Esiste un interesse generale alla informazione – indirettamente protetto dall’articolo 21 della Costituzione – e questo interesse implica, in un regime di libera democrazia, pluralità di fonti di informazione, libero accesso alle medesime, assenza di ingiustificati ostacoli legali, anche temporanei, alla circolazione delle notizie e delle idee”.

Costituzione della Repubblica Italiana  –  Art. 24.

Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.

La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.

Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.

La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.

 

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