La fiducia è una cosa seria e si da alle cose serie?

La fiducia è una cosa seria e si da alle cose serie. Amore, amicizie, lavoro, attività sociali, ecc.

Trust is a serious matter and will be for some serious stuff. Love, friendship, work, social activities, etc.

Da treccani.it: fidùcia s. f. [dal latino fiducia, der. di fidĕre «fidare, confidare»] (pl., raro, –cie). – 1. Atteggiamento, verso altri o verso sé stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, per cui si confida nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di sicurezza e tranquillità: fin Dionegli uomininella fraternità umananella scienzanel progresso socialefnella vittoriafdi riuscirefnella propria stellanelle proprie forzefnell’esito di un’impresaguardare con fall’avvenireferma f.; fillimitataassoluta,incondizionataaverenutrire f.; perdere la f.; dare un attestatouna prova di f.; ispirare f.; guadagnaremeritare,godereavere la fdi qualcunoriporre bene, o malela propria f.; abusare della faltrui. Di uso com. le espressioni: persone di f., di miadi tuadi sua f., persone fidate a cui si ricorre in cose delicate e d’importanza;medicoavvocato di f., quello che è liberamente e abitualmente scelto dal cliente; postoimpiegoincarico di f., di responsabilità, delicato, che si affida solo a persone sicure, fidate. 2. In diritto costituzionale, voto di f., votazione mediante la quale il parlamento approva (o, se la votazione dà risultato negativo, disapprova) gli indirizzi politici e la corrispondente azione del governo; mozione di f., la proposta, fatta da una delle Camere, di ricorrere al voto di fiducia; questione di f., richiesta da parte del governo di ricorrere al voto di fiducia per l’approvazione o la reiezione di emendamenti e articoli di progetti di legge: il governo ha deciso di porre la questione di fiducia3. In diritto civile, ftestamentaria (o disposizione testamentaria fiduciaria), disposizione di testamento per la quale il soggetto che riceve il bene ne è il beneficiario apparente, avendo l’obbligo di trasmettere quel bene ad altra persona (che normalmente non potrebbe essere erede diretto del testatore).
Negli anni ’70 una nota azienda casearia aveva fatta della fiducia il suo motto, declinato in messaggi pubblicitari rimasti memorabili. La fiducia è effettivamente una cosa seria: difficile da conquistare, facile da perdere e impossibile da riconquistare quando è stata tradita. Tutti ne abbiamo bisogno: la pretendiamo e la elargiamo a seconda delle necessità…

La fiducia è il principio cardine su cui basiamo molta parte della nostra esistenza condizionando e costruendo relazioni, rapporti, situazioni più o meno stabili, che vanno dagli affari alla vita privata, al lavoro alla nostra interiorità. Tutto parte e si sviluppa da un atto di fiducia iniziale più o meno forte. I governi la richiedono, i professionisti la offrono, i mercati finanziari ne risentono.

Tutti gli esseri viventi, esseri umani e anche regno animale, danno fiducia  – concedendola in prospettive future – ; oppure la tolgono, a seconda di quanta fiducia sia stata corrisposta e contraccambiata in funzione di quella che è stata concessa.

Ma cosa è la fiducia? Come la si costruisce? Che ruolo occupa nelle nostre scelte? E soprattutto perché quando la perdiamo produce effetti negativi sulla nostra vita, sul nostro umore e sulle nostre scelte? 

Il primo passo, dunque, è quello di valutare fatti e situazioni per porre le basi del “patto di fiducia” un patto tra le parti, chi la concede e chi la riceve. Questo passaggio è fondamentale: nel patto sono fissati i termini e le aspettative di ognuno dei protagonisti. Il ruolo della fiducia si gioca proprio sulla sottile linea che divide i due protagonisti: non è un semplice scambio, o baratto, ma qualcosa di più profondo che implica valori e stili di comportamento. Fissare i termini di questo scambio è un processo complesso: per ognuno di noi e per il nostro sistema valoriale e culturale la fiducia può infatti assumere aspetti diversi e avere un’importanza più o meno relativa.

Il patto di fiducia siglato attraverso una profonda comprensione reciproca, si gioca nel presente, ma avrà attendibilità solo nel futuro: tutti sappiamo promettere nell’immediato e nel breve termine, ma pochi sanno mantenere il patto nel tempo e solo quando la fiducia viene meno siamo in grado di percepire l’importanza che aveva per noi la persona che ce l’aveva concessa. 

La stessa relazione avviene tra le persone: si è legati da intenti comuni, ma interviene sempre la necessità di avere delle garanzie. 

Sono tutte situazioni in cui l’apporto della fiducia diventa qualificante e significante per rendere durevole il vincolo. Il problema nasce quando cambiano le situazioni che naturalmente non possono essere eterne. In un matrimonio, come in un’amicizia o nel lavoro possono subentrare aspettative diverse e nuove. In questo caso la fiducia concessa anticamente va rivalutata, o meglio, rinegoziata. In questo caso il dialogo e la ridefinizione dei termini può rinnovare il contratto: entrambi gli attori si accorgono delle nuove necessità dettate dall’altro o da nuovi fattori esterni e quindi stabiliscono la possibilità di fissare nuovi obiettivi comuni. Ma quando questo non è possibile viene meno sia il patto che la fiducia da parte di chi la aveva concessa. L’aspettativa iniziale è tradita e, di conseguenza anche ciò che si è costruito insieme, sia esso professionale, personale o di altra natura, viene sminuito e svilito.

La propensione a fidarsi più o meno delle persone è un fattore che dipende molto dalla propria autostima. È evidente che più una persona ha subito torti o tradimenti, maggiore sarà la sua personale propensione a non avere e concedere fiducia. Ne consegue che chi ha una scarsa autostima farà più fatica ad instaurare rapporti di fiducia con gli altri: la paura di subire ”l’ennesima fregatura” sarà sempre dietro l’angolo.

In molti casi mi accorgo che persone, anche apparentemente determinate nell’ambito del lavoro, stabiliscono relazioni di fiducia che a priori, secondo loro, verranno tradite; e come sempre, quando vogliamo che qualcosa accada, allora succede veramente. Costruire la fiducia, oggi, sembra pressoché impossibile: i tradimenti istituzionali prima e, via via, quelli sociali ad essi legati hanno reso il clima generale greve e, peggio ancora, con scarsa speranza. Infatti, al di là dei risentimenti personali di una rabbiosa reazione iniziale, quando la fiducia viene meno per lungo periodo di tempo nell’animo umano si sedimentano forti rancori che sfociano nell’astio e nell’odio. Basta guardarsi intorno per vedere come regnino incontrastate rabbia e paura producendo nella società effetti devastanti a tutti i livelli.

Non riuscire a ricostruire un grado di fiducia significa non potere avere il senso del futuro. 

Cosa fare e come creare rapporti di fiducia stabili? 
Intanto bisogna fare un netto distinguo tra la fiducia che possiamo costruire e che dipende direttamente da noi (come nelle relazioni familiari, amicali e di lavoro) rispetto a quella più ampia, ad esempio nei confronti delle istituzioni. I punti chiave da tenere sempre presenti sono:
• costruire sempre rapporti sinceri e aperti con la consapevolezza che non siamo tutti uguali e, quindi gli altri potrebbero approfittarne; 
• sviluppare un forte senso di attenzione: aspettarsi eventi positivi, ma non escludere anche quelli negativi, senza però che questi influenzino troppo le cose; 
• pensare sempre che senza gli altri non si può vivere e quindi è necessario stabilire delle relazioni basate sulla fiducia; 
• se il nostro grado di sfiducia è molto alto a causa di precedenti esperienze negative considerare che le cose possono anche cambiare e fare sempre un’autoverifica chiedendoci se, per esempio, non siamo noi a pretendere troppo dagli altri; 
• ogni rapporto di fiducia verso l’altro parte dall’avere fiducia in se stessi: tendiamo a proiettare le nostre paure in chi ci sta vicino; 
• costruire serenità cercando sempre di vedere gli aspetti positivi e gli insegnamenti anche minimi che ogni situazione ci può suggerire; 
• evitare le polemiche sterili in tutte le situazioni, non costruiscono niente, ma fomentano solo l’astio e i rancori: evitare di “caderci dentro”; 
• dare sempre una seconda possibilità se non altro perché potremmo un giorno essere nella stessa situazione: nessuno è perfetto e tutti siamo perfettibili.

Saggezze:
“Se un falegname durante la costruzione di una casa batte un chiodo che non regge e si piega, il falegname perde forse la fiducia in tutti i chiodi e smette di costruire la casa? Il male è innato nell’uomo, per questo bisogna opporsi al male con il bene che c’è nella fiducia. In questo modo siamo pronti al male ma incoraggiamo sempre il bene”.
“Se ogni volta che un cane abbaia, ti fermi e alloggi, non finirai mai il tuo cammino”.
“L’avido è colui che, se ti cade un occhio, dice che è suo”.

Trust is a serious matter and will be for some serious stuff. Love, friendship, work, social activities, etc.
All living beings, humans and even the animal kingdom, giving confidence – conceding it in future -; or remove, depending on how much trust has been paid and reciprocated according to that which was granted.
The propensity to trust more or less of the people is a factor that is very dependent on your self-confidence. It is clear that the longer a person has suffered wrongs or betrayals, the greater his personal inclination not have and give confidence. It follows that those who have low self-esteem will make more effort to establish relationships of trust with the other: the fear of being “yet another rip-off” will always be around the corner.
In fact, beyond the personal resentments of an angry initial reaction, when confidence is lost for a long period of time in the human sediment strong grievances that flow in the nursing. Just look around to see how anger and fear reign unchallenged producing devastating effects in society at all levels.
Failing to rebuild a level of trust means not being able to get a sense of the future.
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