Il marketing è una scienza, in Italia è un’Arte per il business delle dipendenze.

In Italia la scienza del marketing applicato al mercato delle dipendenze è diventata Arte a tutti gli effetti:

  • ha fatto credere a tutti, convincendoci, che l’azzardo sia un gioco, al peggio da considerare un vizio;

  • ha fatto credere a tutti, convincendoci, che nell’azzardo possano esistere dei sistemi, dei metodi o delle capacità che possano influenzare il risultato, che è sempre la perdita del denaro da parte di chi accede a questo mercato;

  • ha fatto credere a tutti, convincendoci, che nell’azzardo possa esistere la fortuna, la sfortuna, i numeri fortunati, i numeri ritardatari, oggetti o parti anatomiche da toccare o da accarezzare prima dopo durante l’azzardo stesso, che i sogni fossero premonitori di messaggi portatori di numeri da li a poco estratti o schedine vincenti; che esistano persone o luoghi portatori di messaggi portatori di ispirazioni trascendentali per chissà quali ispirazioni;

  • ha fatto credere a tutti, convincendoci, che nell’azzardo il denaro ricevuto sia una vincita, quando invece è una riduzione della perdita;

  • ha fatto credere a tutti, convincendoci, che nell’azzardo il denaro sia investito, quando invece è un tentativo di recuperare denaro speso nell’azzardare l’ipotesi di una vincita; che sempre si trasforma in una riduzione della perdita;

  • ha fatto credere a tutti, convincendoci, che legalizzando l’azzardo, e in particolare le slot-machine e video lottery, si potesse fare in modo di togliere il controllo di questo mercato alle criminalità organizzate di stampo mafioso; nella realtà hanno di fatto regalato questo mercato proprio alle organizzazioni mafiose a cui intendevano sottrarlo;

  • ha fatto credere a tutti, convincendoci, che nell’azzardo le slot-machine e le video lottery fossero delle macchine di intrattenimento; nella realtà sono macchine che producono situazioni incompatibili con la vita: la vita economica, sociale, biologica, lavorativa, famigliare, sessuale;

  • ha fatto credere a tutti, convincendoci, che la cocaina, l’eroina, le matanfetamine, hashish e marijuana fossero sostanze stupefacenti; quando invece sono delle sostanze che producono situazioni incompatibili con la vita: la vita economica, sociale, biologica, lavorativa, famigliare, sessuale;

  • ha fatto credere a tutti, convincendoci, che la cocaina, l’eroina, le matanfetamine, hashish e marijuana fossero la bamba che ti fa sentire forte e invincibile, il crack che ti fa sentire un eroe, le meta o pastiglie che ti fanno sentire un Padreterno, l’erba che ti rilassa e ti fa sentire bene;

  • ha fatto credere a tutti, convincendoci, che l’azzardo, le sostanze, gli alcoolici, la caffeina e il tabacco li usino le persone vincenti sempre al centro dell’ammirazione e l’invidia di tutti quei poveri sfortunati e perdenti che a questi mercati non vogliono accedere.

In Italia il marketing non è solo una scienza, è un’Arte di persuasione applicata con l’utilizzo diretto e preciso della semantica e un massivo utilizzo della pubblicità diretta, indiretta, attraverso testimonial, il passa parola, leggende metropolitane, omertà, silenzi, pudore nel esprimere e testimoniare le proprie esperienze personali in questi settori.

La mia battaglia contro l’azzardo è basata su questo: ho avuto esperienza diretta nell’azzardo e nel mercato delle slot-machine e video lottery. Chi gestisce le slot-machine in Italia, non tutte, ma una buona parte, io li ho visti, li ho incontrati e uno di loro ho anche la sfortuna di averlo frequentato. È per questo che ho intrapreso questo percorso, quello di provare al di là di ogni ragionevole dubbio che il sottoscritto non ha avuto, non ha e non avrà mai nulla a che fare con questi esseri immondi, questi parassiti. Loro si rendono responsabili, gestendo questi mercati, di crimini che vanno ben oltre al Codice Penale, al Codice Civile o alla pacifica convivenza.

La gestione di questi mercati sono dei crimini contro l’Umanità, contro l’Imparzialità, contro la Neutralità, contro l’Indipendenza, contro la Volontarietà, contro l’Unità, contro l’Universalità. Queste organizzazioni criminali operano contro tutti i principi della Prima Convenzione di Ginevra (8-22 agosto 1864) e della Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo (ovviamente inteso come essere umano in generale e non limitato agli esseri umani di sesso maschile) firmato a Parigi il 10 dicembre 1948.

In buona sostanza credo fermamente che le Mafie siano degli organizzazioni criminali da perseguire nello stesso modo in cui si è combattuto il nazismo del terzo Reich o altre Dittature o regimi totalitari: con un azione degli Alleati che riescano, con il fondamentale contributo di Politici e Dirigenti, associazioni di volontariato e associazioni di lavoratori che riescano a sconfiggerli o almeno a limitarne fortemente il potere. Persone al livello del Generale Comandante Montgomery, che affrontando Erwin Rommel, la volpe del Deserto, non ha fatto altro che tagliargli i rifornimenti e approvvigionamenti e portando le armate dell’Asse allo stremo e alla sconfitta. Potremmo portare anche noi tutti allo stremo le mafie, non accedendo a questi mercati. Proviamo a pensare se da adesso, in questo momento tutte le slot giacessero inutilizzate, se tutti gli spacciatori tornassero a casa senza avere venduto neppure una dose, se tutte le bottiglie di alcoolici e i pacchetti di tabacco fossero invendute; cosa farebbero le organizzazioni criminali? Se la farebbero sotto dalla paura, come se la facevano nei pantaloni tutti i gerarchi e le SS del terzo Reich quando gli Alleati o l’Amata Rossa li avevano catturati e li mettevano davanti alle loro responsabilità.

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