Manuel Ros: la rivelazione di un talento; il Madoff italiano, un Sindona 2.0, lo schema Ponzi 3.0.

Manuel Ros: la rivelazione di un talento; il Madoff Affaire italiano, il sistema Sindona 2.0, lo schema Ponzi 3.0.

Nel post “la rivelazione di un talento” presente su sito manuelrospress.wordpress.com

https://manuelrospress.com/2016/07/29/manuel-ros-la-rivelazione-di-un-talento/

Possiamo leggere, testuale:

“il blog e le ingiuste diffamazioni riportate sul mio conto, sono in realta’ la sorgente del sistema finanziario che ho inventato e che mi ha portato al successo di oggi, ho dovuto creare un sistema d’investimenti garantito perche’ quando ho cominciato ad incontrare le persone e le banche per proporgli i miei investimenti, molti anche se attratti e convinti delle mie offerte, hanno poi deciso di non procedere perche’ digitando il mio nome sui motori di ricerca hanno visto il blog diffamatorio, decidendo cosi di accantonare la collaborazione per paura di essere fregati. Ecco, che non avendo scelta, ho dovuto trovare una soluzione per provare la mia serieta’ e la mia lealta’, ho cosi’ inventato il sistema di garanzie dove assicuro sia il capitale che il profitto fin dall’inizio della sottoscrizione dell’investimento tramite una irrevocabile ed incondizionata reale fideiussione o garanzia bancaria, rilasciata da primaria banca in favore del mio investitore. Pur di non darla vinta a nessuno, ho di fatto dovuto trovare una soluzione perche’ la fiducia che non ricevevo dalle persone per causa del blog, fosse spostata su una banca, ecco che sentendosi sicuri hanno iniziato tutti ad accettare le mie offerte ed ho avuto la posibilita’ di dimostrare la mia serieta’, onesta’ e trasparenza guadagnandomi cosi la fiducia ormai di migliaia d’investitori e numerose banche al mondo ma sopratutto ho potuto dimostrare che Manuel Ros non e’ affatto quello che blog ma quello del lavoro serio con umili capacita’ che possono far guadagnare del denaro a tutti in totale sicurezza, anche a coloro che prima non si fidavano ma che ora mi danno del denaro senza nessun retro pensiero.”

In questo post Manuel Ros confessa spontaneamente (art. 229 C.P.C.) la reiterazione dei reati commessi da lui stesso ed elencati nell’esposto giudiziario del 04apr2011 (truffa, falso, appropriazione indebita, insolvenza fraudolenta, calunnie, diffamazione, ecc.). Inoltre evidenzia la propria condotta recidiva (art. 99 c.p. comma 2, recidiva aggravata) e la propria professionalità nel reato (art. 105 c.p.).

Tutta questa operatività e professionalità Manuel Ros la basa su un perfetto mix composto da:

– Schema Ponzi – https://it.wikipedia.org/wiki/Schema_Ponzi 

– Sistema Sindona – https://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Sindona 

– Madoff Investment scandal –

https://en.wikipedia.org/wiki/Madoff_investment_scandal

Il tutto sapientemente mescolato, non agitato,

sempre dal Ros Manuel stesso, con le identità

di persone inesistenti oppure,

come nel caso del sottoscritto,

inconsapevoli.

la rivelazione di un talento 2

 

Follow the Money – Il riciclaggio del denaro – Il reato nell’ordinamento italiano.

IL REATO DI RICICLAGGIO

NELL’ORDINAMENTO ITALIANO

RICICLAGGIO

L’articolo 648-bis del codice penale, introdotto dal decreto-legge 59/1978, incrimina chiunque «fuori dai casi del concorso nel reato, sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi operazioni, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa». Tale condotta è punita con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da 5 000 a 25 000 euro.

La pena è aumentata quando il fatto è commesso nell’esercizio di un’attività professionale.

La pena è diminuita se il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto per il quale è stabilita le pena della reclusione inferiore nel massimo a 5 anni.

Ai fini dell’integrazione della condotta criminosa è quindi essenziale che il riciclatore sia estraneo al fatto illecito il cui frutto è il denaro o il bene riciclato e conosca la provenienza delittuosa di ciò che sostituisce o trasferisce.

IL REIMPIEGO

Ulteriore fattispecie rispetto al riciclaggio è quella prevista dall’articolo 648-ter del codice penale, introdotto dalla legge 55/1990. Tale norma punisce «chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato e dei casi previsti dagli articoli 648 e 648 bis, impiega in attività economiche o finanziarie denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto». La sanzione penale è la medesima del riciclaggio: reclusione da quattro a dodici anni e multa da 5 000 a 25 000 euro. Anche qui come per l’art 648 bis la multa prevista è stata depenalizzata: è ora prevista la multa da 1032 euro a 15493. A dimostrare l’insidiosità delle condotte appena descritte, si evidenzia come entrambe siano aggravate dalla circostanza della commissione nell’esercizio di una attività professionale.

Con il termine collaterale si indicano operazioni di  ricapitalizzazione  che servono a effettuare aumenti di capitale sociale a costo zero, senza alcun acquisto e deposito di garanzie reali a tutela degli azionisti. Periti compiacenti certificano il deposito di garanzie a fronte dell’aumento di capitale e a tutela degli azionisti, che in realtà sono prive di valore legale, quali titoli di debito scaduti o azioni di società inesistenti, o che hanno terminato la loro attività. Chi intende riciclare denaro di provenienza illecita, sottoscrive azioni prive di garanzie, ottenendo il versamento su conti correnti bancari delle società quotate degli aumenti di capitale e dell’eventuale sovrapprezzo raccolto.

Il sovrapprezzo è rilevante ad esempio nel caso di “scalate” di una società quotata o di una cordata di investitori su un’altra società, oppure nei casi di privatizzazione di società pubbliche, può arrivare ad essere una maggiorazione del 30% rispetto al valore di mercato del titolo, e in questo senso un’ulteriore opportunità di riciclaggio.

Entrando di diritto nella gestione aziendale in proporzione alle azioni sottoscritte, si assicurano di poter investire tali somme di denaro, come fossero depositate in conti correnti propri. La società ottiene la pubblicazione del bilancio, di coprire delle grosse perdite societarie, o un più agevole accesso al credito, beneficiando di migliori indicatori di bilancio (solvibilità e solidità finanziaria) attraverso un più alto rapporto fra capitale proprio e di terzi.

AUTORICICLAGGIO

L’autoriciclaggio è il riciclaggio di denaro di provenienza illecita, compiuto dalla stessa persona che ha ottenuto tale denaro in maniera illecita.

L’articolo 648-ter.1, introdotto dalla legge 186/2014, incrimina chiunque “avendo commesso o concorso a commettere un delitto non colposo, impiega, sostituisce, trasferisce, in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa.” Tale condotta è punita con la reclusione da 2 a 8 anni e la multa da 5 000 a 25 000 euro.

Nei casi in cui il denaro, i beni o le altre utilità provengono dalla commissione di un delitto non colposo punito con la reclusione inferiore nel massimo a 5 anni, la pena è la reclusione da 1 a 4 anni e la multa da 2 500 a 12 500 euro.

Non sono punibili le condotte per cui il denaro, i beni o le altre utilità ottenute con il crimine vengono destinate alla mera utilizzazione o al godimento personale, purché non ci sia stata l’intenzione in tal modo di occultare i frutti del reato.

La pena è aumentata quando i fatti sono commessi nell’esercizio di un’attività bancaria o finanziaria o di altra attività professionale.

La pena è diminuita fino alla metà per chi si sia efficacemente adoperato per evitare che le condotte siano portate a conseguenze ulteriori o per assicurare le prove del reato e l’individuazione dei beni, del denaro e delle altre utilità provenienti dal delitto.

CONFISCA

L’articolo 648-quater del codice penale, introdotto dal decreto legislativo 231/2007, dispone che in caso di condanna o patteggiamento i beni che costituiscono il prodotto od il profitto dei reati di riciclaggio, reimpiego e autoriciclaggio siano sempre sottoposti a confisca su ordine del giudice.

Il Pubblico Ministero può compiere ogni attività di indagine che si renda necessaria circa i beni, il denaro o le altre utilità da sottoporre a confisca.

IL REGISTRO UNICO INFORMATICO

La normativa italiana relativa all’antiriciclaggio (D.Lgs. n. 56 del 20 febbraio 2004 e decreto n. 141 del 3 febbraio 2006) prevede, tra l’altro, che i dottori commercialisti, i revisori contabili, società di revisione, consulenti del lavoro, ragionieri e periti commerciali,  avvocati, notai che forniscono prestazioni professionali avente a oggetto mezzi di pagamento, beni o utilità di valore superiore a € 12.500 debbano conservare un Archivio Unico Informatico antiriciclaggio (D.M. n. 141), nel quale registrare le anagrafiche dei clienti e dei soggetti nei confronti dei quali effettuano le prestazioni previste dalla legge antiriciclaggio. Le modalità operative per la tenuta del registro antiriciclaggio e i vari adempienti consequenziali sono state definite con il provvedimento Uic del 24 febbraio 2006.

Inoltre la legge prevede che gli operatori che si occupano di recupero di crediti per conto terzi, custodia e trasporto di denaro contante, di titoli o valori a mezzo di guardie particolari giurate, trasporto di denaro contante e di titoli o valori senza l’impiego di guardie particolari giurate, agenzia di affari in mediazione immobiliare, commercio di cose antiche, esercizio di case d’asta o gallerie d’arte, attività di commercio, comprese l’esportazione e l’importazione, di oro per finalità industriali o di investimento, fabbricazione, mediazione e commercio, comprese l’esportazione e l’importazione, di oggetti preziosi, gestione di case da gioco, fabbricazione di oggetti preziosi da parte di imprese artigiane, mediazione creditizia, agenzie in attività finanziaria che forniscono prestazioni professionali avente a oggetto mezzi di pagamento, beni o utilità di valore superiore a € 12.500 sono tenuti a registrare le anagrafiche dei clienti e dei soggetti nei confronti dei quali effettuano le prestazioni previste dalla legge antiriciclaggio nel suddetto Archivio Unico Informatico (DM n. 143). Le modalità operative per la tenuta del registro antiriciclaggio e i vari adempienti consequenziali, sono state definite con il provvedimento Uic del 24 febbraio 2006.

LA NORMATIVA EUROPEA ANTI-RICICLAGGIO

Un’importante azione contro il riciclaggio è stata svolta dall’Unione europea, da ultimo con la direttiva 2005/60/CE tradotta nel decreto legislativo 231/2007 del 16 novembre 2007. Tale norma, oltre ad importanti aspetti definitori, conferma la tendenza a limitare l’uso del contante come strumento essenziale nella lotta al riciclaggio, aumentando il numero dei soggetti obbligati ad adempimenti e comunicazioni alle autorità in caso di operazioni sospette.

Follow the Money – Il riciclaggio del denaro – Effetti del money laundering

EFFETTI DEL RICICLAGGIO

Il riciclaggio e l’autoriciclaggio è vietato dagli ordinamenti giuridici, sono reati penali, e di conseguenza chi commette tali reati è un criminale. Inoltre vi sono sia le azioni illegali e criminose a monte nell’accumulo di denaro sia il tentativo di occultare tali provenienze.

Il riciclaggio stesso genera anche pesanti distorsioni nel ciclo economico di un intero Paese, alterando i meccanismi di accumulo della ricchezza e di approvvigionamento delle fonti di finanziamento.

In particolare, il riciclaggio genera fenomeni imprenditoriali che, a causa della facilità di reperimento dei capitali, risultano essere più competitivi  della concorrenza che ai valori e capitali accede in modo etico. Per questo motivo uno dei settori tipici è il commercio al dettaglio e all’ingrosso, questo settore è idoneo allo scopo perché basa la propria operatività sul denaro contante. Chi opera nel money laundering riesce a rilevare o a mantenere sul mercato attività che possono avere utili limitati o addirittura assenti, considerato che il vero obiettivo è restare attivi anche accumulando passivi.

Il riciclatore in questo modo riesce a praticare condizioni più vantaggiose sia nelle contrattazioni di vendita e anche negli acquisti. Oppure riesce a rimanere sul mercato nonostante situazioni di crisi economica e/o sovraffollamento nel settore di riferimento, o ancora, a garantire trattamenti lavorativi o di collaborazione più appetibili e vantaggiosi.

In tal modo la criminalità dedita al money laundering:

– crea disequilibrio nei  meccanismi di concorrenza commerciale  tenendo bassi i prezzi sul mercato e quindi operando nella frode e nella concorrenza sleale;

– provocano disoccupazione nella concorrenza;

– limitano il numero dei concorrenti;

– abbassano il livello qualitativo dei prodotti venduti e dei servizi erogati;

– riescono a garantirsi consenso sociale e controllo economico sul territorio che  utilizzano per altre attività illecite.

Inoltre queste attività, poiché illegali, sono instabili e precarie, a tutto svantaggio di coloro che vi prestano la loro attività lavorativa come dipendenti, collaboratori, fornitori, clienti.

Follow the Money – Il riciclaggio del Denaro – Metodi di “lavaggio”

METODI DI RICICLAGGIO DEL DENARO

In pratica, riciclare denaro sporco è l’azione dell’investire o inserire i capitali illeciti in attività lecite.

Questa operazione di “lavaggio”, money laundering, è un servizio offerto ad esempio da quegli istituti finanziari che beneficiano del cosiddetto segreto bancario, cioè quelli che non devono rendere conto della provenienza del denaro che viene in essi depositato. In sostanza al denaro sporco viene fatto percorrere una serie di passaggi tra vari istituti, a volte passando attraverso  paradisi fiscali o tramite società offshore per tornare poi pulito su qualche conto corrente, pronto per essere usato.

Metodi bancari o smurfing:

  • Strutturazione: spesso conosciuto come smasching, questo è un metodo di collocamento in cui il denaro viene diviso in depositi di denaro sotto il limite della segnalazione antiriciclaggio. Questo metodo è utilizzato per evitare, fin dal deposito iniziale, il sospetto del riciclaggio di denaro e per evitare i requisiti di segnalazione anti-riciclaggio di denaro. Un sottocomponente di questo tipo consiste nell’utilizzare piccole quantità di denaro per l’acquisto di strumenti portatili, con o senza finanziamento, e/o il trasferimento di valuta. E poi, come ultima fase, depositarli, anche in piccole somme.

  • Contrabbando di denaro contante: ciò comporta il contrabbando fisico di denaro a un altro Stato, con una giurisdizione più favorevole o blanda nel contrasto al money laundering. Quindi depositarlo in un’istituzione finanziaria o una banca offshore, con un maggiore segreto bancario o meno rigoroso rispetto delle norme contro il riciclaggio di denaro.

  • Aziende ad alto cash flow: questo metodo prevede il controllo di un’attività imprenditoriale che prevede di ricevere gran parte o la totalità delle entrate in contante. In questa gestione, apparentemente lecita, nel flusso di denaro contante incassato, il cash flow, viene inserito il denaro da riciclare. Questa operazione è fra le più classiche adottate dalle organizzazioni criminali di stampo mafioso, avendo le stesse organizzazioni sia la presenza e il controllo sui territori e la potenza economica e sociale nell’acquisire attività lecite o fondarne di completamente nuove. Tali imprese spesso operano apertamente e, in tal modo, generano grandi entrate in denaro da attività legittime per poi essere aumentata con l’aggiunta del denaro da riciclare frutto di attività illecite – in tali casi l’attività dichiara tutti i soldi ricevuti come utili legittimi. Le imprese di servizi sono più adatte a questo metodo, poiché tali imprese hanno scarso o nessun costo variabile e / o un elevato rapporto tra reddito e costi variabili, il che rende difficile individuare le discrepanze tra reddito e costi. Esempi tipici sono: casinò, sale slot e sale bingo, ristoranti, bar e pub, club e ritrovi, parking, centri estetici, noleggio di veicoli, autoveicoli di lusso, natanti e aeromobili.

  • Riciclaggio a livello commerciale: questo attività comporta la falsa fatturazione o la sovrafatturazione di beni e servizi con l’obiettivo di occultare l’inserimento del denaro da riciclare nel pagamento di queste fatture emesse senza un reale scambio commerciale dei servizi stessi.

  • Holding e Trust fiduciari: Il vero proprietario del denaro crea, con il sostegno operativo di prestanome, uomini cerniera e consulenti delle Holding o dei Fondi Fiduciari, Trust, in Paesi dove queste attività sono diffuse e tollerate, ad esempio la piazza finanziaria di Londra, Honk Hong, Singapore, Dubai. Le Holding e i Trust e i beni e i valori aziendali ad esse intestati, a seconda della giurisdizione, non devono dichiarare il vero proprietario e/o il reale beneficiario. A volte è indicato dal termine, rathole. Anche se questo termine si riferisce di solito a una persona che agisce come proprietario fittizio piuttosto che di un entità commerciale

  • Round-fraud: in questo caso il denaro è depositato nei conti di una società straniera con sede in un paradiso fiscale offshore. Di queste transazioni vengono conservati registri minimi o addirittura totalmente inesistenti e poi spediti come investimenti finanziari verso uno stato terzo, esenti da imposte. Una variante in questo senso è quella di trasferire il denaro ad uno studio legale o ad un’organizzazione simile come fondi per il pagamento di tasse, quindi occultare il reale proprietario e, quando il denaro viene rimesso, viene fatto apparire che le somme ricevute dagli avvocati derivano da eredità dietro ad una volontà testamentaria oppure proventi da qualche causa vinta da processi di contenzioso civile o penale.

  • Acquisizione bancaria: in questo caso, i riciclatori di denaro o criminali acquisiscono il controllo di una banca, preferibilmente in una giurisdizione con controlli deboli sul riciclaggio di denaro e quindi spostano e gestiscono il denaro attraverso la banca controllata.

  • Casinò: degli operatori prestanome frequentano i casinò, sale azzardo legali o legalizzate e acquistano fiches con denaro illecito. Questi operatori del money laundering spenderanno le fiches per un tempo relativamente breve cercando di perderne il meno possibile. Quando le fiches vengono presentate all’incasso, il denaro ricevuto, anche con valori come assegni o bonifici, verranno dichiarati come vincite al gioco d’azzardo.

  • Altre attività di money-laundering legate all’azzardo: il denaro viene speso per accedere all’azzardo, preferibilmente su un livello superiore delle probabilità di vincita (eventi sportivi, slot-machine, roulette, dadi). Un modo per ridurre al minimo il rischio con questo metodo è quello di scommettere su tutti i possibili risultati di un evento in cui ci sono molti esiti possibili in modo da non avere nessun risultato negativo – lo scommettitore con denaro da riciclare perderà solo le parti scommesse e avrà la scommessa “vincente” nelle sue mani che può essere indicata come fonte di denaro lecito. Chiaramente le scommesse “perdenti” resteranno nascoste.

  • Mercato immobiliare e Real Estate: prestanome o uomo cerniera acquista immobili con denaro da riciclare depositato presso conti off-shore e messo a disposizione dell’acquirente attraverso passaggi da conti off-shore e conti in Paesi con controlli sul money laundering, nella fase sucessiva vende la proprietà. Per gli estranei alla contrattazione, i proventi della vendita sembrano un reddito legittimo. In alternativa, il prezzo dell’immobile viene manipolato: il venditore accetta e sottoscrive un contratto e sottovaluta il valore della proprietà e riceve proventi criminali, denaro da riciclare, per compensare la differenza.

  • Stipendi in nero: un’azienda può avere dipendenti non registrati senza un contratto scritto e pagarli stipendi in denaro da fonte illecita. I soldi sporchi possono essere utilizzati per pagarli.

  • Amnistie fiscali: coloro che hanno interesse all’autoriciclaggio o a riciclare del denaro per conto di terzi, legalizzano le attività non dichiarate e il denaro depositato in paradisi fiscali. Le autorità governative non effettuano controlli approfonditi sulle reali provenienze di questi valori, inoltre le sanzioni sono molto basse rispetto agli importi movimentati, dunque questo è un settore in cui il riciclaggio risulta un’attività tipica proprio perché legalizzata dall’amnistia.

Il Fondo monetario internazionale ha stimato che il 2/5% dell’economia globale mondiale ha coinvolto denaro riciclato. La Task Force d’azione finanziaria sul riciclaggio di denaro (FATF), organismo intergovernativo istituito per combattere il riciclaggio di denaro, ha dichiarato: “In generale, è assolutamente impossibile produrre una stima affidabile della quantità di denaro riciclato e pertanto il FATF non pubblica cifre a questo proposito”.

Non credo vi sia la necessità di commentare

questa dichiarazione ufficiale!!

Meno male che lo stadio in Qatar si potrà realizzare!!

Manuel Ros smentisce il suo arresto,

adesso siamo tutti molto più sereni e fiduciosi.

Lo stadio in Qatar si realizzerà sicuramente visto che Manuel Ros (grande finanziere e imprenditore) è, o sarebbe, libero di agire e realizzare così i suoi grandiosi progetti futuri…

stadio in Quatar 3

Se la REMAR (Real Estate MAnuel Ros) non si occupasse della costruzione dello stadio ad Al Khor City ci sarebbe la possibilità che le opere previste per i Mondiali del 2022 nel Qatar facciano la fine delle opere incompiute di Italia!!!

 

 

 

 

Il castello di carte del colosso di argilla è crollato!!

Come ampiamente anticipato, dal 2009 ( https://fontanastefano.wordpress.com/2009/06/27/il-colosso-di-argilla/ ), il colosso di argilla, Manuel Ros, è crollato miseramente.

Pateticamente attivo a Dubai da Ottobre del 2013 quello che in Europa veniva definito “il re delle truffe” è riuscito a commettere gli stessi reati e con lo stesso modus operandi adottato per anni in Europa cercando in questo modo di interpretare “lo sceicco delle truffe”.

Siamo tutti in trepidante attesa delle sentenze che verranno emesse dalle Autorità degli Emirati nei confronti di quello che ormai dobbiamo definire “il re dei fanfaroni”!!

Un altro post sull’argomento: https://fontanastefano.wordpress.com/2016/07/13/il-castello-di-carte-del-colosso-dargilla/

when your own work

The Circle of Serial Crime.

The Circle of Serial Crime:

In the serial crime, performed by other anyone outside the victim’s life, the application of the fraud triangle is limited and ineffective. This is because in the geometric figure the lack of one of the cusps does come less the same figure.

In the modus operandi of serial crime, instead, the circular representation is more suitable.

In the actions carried out by the serial criminal the pressure it is always constantly present and button; the rationalization continuous flow, the result of self-centered and narcissistic personality of the subject and its distorted psychopathic and antisocial fantasies.

At that point, the closing of the circle is given by the continuous and constant search for opportunities. Opportunities that are grown and refined in attendance at social or business circles groups to suit oneself. Always new acquaintances and always brought to a higher level, the economic level, the social scale, the beauty of people, environments, objects and values possessed and simply ostentatious.

This continuous cycle of ideas and projects based on the pressure to take action and put in a position of abject motivations the subject to act in a way comparable to a “Terminator”. A non-human being does always looking for a target or assets. A continuous and constant pursuit the people deep to understand how you can use them as a resource, a continuous scanning of the economic potential arising from the economic and emotional involvement of the victim.

Il Circolo del Crimine Seriale.

Il Circolo del Crimine Seriale.

Nel crimine seriale, eseguito da persone estranee alle vittime, l’applicazione del triangolo della frode risulta limitato e non efficace. Questo perché nella figura geometrica la mancanza di una delle cuspidi fa venire meno la figura stessa.

Nel modus operandi del crimine seriale, invece, la rappresentazione circolare risulta più adatta.

Nelle azioni poste in essere dal criminale seriale la pressione è sempre costantemente presente e pulsante; le motivazioni sgorgano continue, frutto della personalità egocentrica e narcisista del soggetto e dalle sue distorte fantasie psicopatiche e asociali.

A quel punto la chiusura del circolo è data dalla continua e costante ricerca delle opportunità. Opportunità che vengono coltivate e ricercate nella frequentazione di gruppi sociali o ambienti economici adatti a soddisfare la pulsione. Frequentazioni sempre nuove e sempre portate ad un livello superiore, nel livello economico, nella scala sociale, nella bellezza delle persone, degli ambienti, oggetti e valori posseduti e semplicemente ostentati.

Questo continuo circolo vizioso di idee e progetti basati sulla pulsante pressione ad agire e su motivazioni abiette mette in condizione il soggetto ad adottare un comportamento paragonabile ad un “Terminator”. Un essere non umano sempre alla ricerca di un obiettivo. Un continuo scandagliare le persone nel profondo per capire come poterle utilizzare come risorsa, una continua scannerizzazione delle potenzialità economiche derivanti dal coinvolgimento economico ed emotivo della vittima.

Manuel ROS è stato arrestato a Dubai!!!

Manuel Ros è stato arrestato a Dubai (AEU).

Manuel Ros deve scontare 10 anni, 1 mese e 16 giorni per bancarotta fraudolenta, insolvenza fraudolenta, utilizzo indebito di titoli di credito, truffa e ricettazione. Reati contestati dal 2007 al 2011 e consumati, oltre che in Italia, anche in Francia, Principato di Monaco, Lussemburgo e Liechtenstein. Nel 2010 (24 Marzo e 7 Aprile)  era stato protagonista di due puntate del programma «Le Iene» di Italia 1, con la Iena Paolo Calabresi. 

I carabinieri della IV sezione del Comando Provinciale di Milano (la Catturandi) hanno localizzato Manuel Ros a Dubai. Nell’Emirato il Ros Manuel ha commesso, nei tre anni e mezzo di permanenza, altri reati per cui in questo momento è detenuto presso le carceri del paese arabo. Da settembre del 2013 il Ros Manuel aveva Dubai come base operativa del suo impero costruito su una lunga serie di reati finanziari e realizzato su svariate società fittizie. E lì, nel suo ufficio all’International Finance Center Park Tower B, sono andati ad arrestarlo venerdì scorso le autorità locali, su mandato internazionale emesso dal tribunale di Milano.

I militari guidati da Marco Prosperi sono arrivati a Manuel Ros seguendo la scia di raggiri in mezza Europa, la sua attività mediatica sui social e, in generale, attraverso i suoi siti. In particolare, a rivelare la sua posizione, sono stati due post pubblicati di recente in cui millantava di essere il vincitore – in quanto presidente e Ceo della società Remar Holding – di un appalto da 770 milioni di euro relativo alla costruzione di uno stadio in Qatar per i mondiali del 2022 e di proporre come investimento finanziario 450 milioni di Dollari americani in una operazione immobiliare/residenziale/turistica nelle Maldive.

costruire lo stadio

investimenti alle Maldive (A)

Il Triangolo della Frode

Il Triangolo della Frode.
La maggior parte delle persone che commettono una frode sono persone che hanno una credibilità e godono della fiducia altrui, sovente trasgrediscono la Legge per la prima volta e senza avere una storia criminale pregressa.

Secondo il  famoso criminologo Donald Cressey, sono tre i fattori che devono essere presenti allo stesso tempo, in modo che una persona comune arrivi a commettere frodi. Sono Pressione, Razionalizzazione e Opportunità.

Insieme, questi fattori sono noti come il Triangolo della Frode, che è un quadro di riferimento per individuare attività fraudolente.
• La Pressione è ciò che motiva la frode, in primo luogo. L’individuo può avere problemi finanziari, dipendenze come il gioco d’azzardo, droghe, shopping o la pressione di frequentare ambienti sociali ben al di sopra delle proprie capacità economiche o per mostrare buone prestazioni e risultati.
Razionalizzazione è quando un individuo pensa che l’atto fraudolento sia giustificato perché sottopagato, o è per la loro famiglia, o hanno bisogno subito di denaro o valori o beni, ma continuerà a pagare di nuovo prima che qualcuno si accorge. L’individuo giustifica il crimine in un modo che rende un atto accettabile o giustificabile.
• Si crea l’Opportunità quando ci sono carenze nei controlli. Gli individui pensano che non saranno catturati perché nessuno sta rivedendo il loro lavoro. Oppure il soggetto aspetta il momento propizio per agire indisturbato o con la prospettiva di addebitare le responsabilità delle proprie azioni criminali ad altri, spesso alla vittima stessa.

Prevenzione delle frodi e deterrenza:
Lotta contro la frode prima che si verifichi è di vitale importanza per le operazioni di business di successo. Tutti i dipendenti condividono la responsabilità di prevenire, dissuadere, rilevare e segnalare le attività discutibili e le transazioni potenzialmente fraudolente. Frode deterrenza coinvolge fattori che possono causare l’eliminazione delle frodi. Dei tre elementi del triangolo frode, opportunità è quella che abbiamo il più controllo sopra. I nostri sforzi di deterrenza frode dovrebbero concentrarsi sulla riduzione della possibilità di commettere frodi.
Forti controlli interni sono il fondamento della prevenzione delle frodi e deterrenza. Un ambiente di controllo forte può scoraggiare le frodi, eliminando la percezione della possibilità di frode. Elementi di un ambiente di controllo forte includono:
• Una cultura di onestà e integrità;
• Un ambiente di lavoro positivo;
• Formazione dei dipendenti sui valori morali e codice etico;
• Supervisione delle attività per la gestione;
Anche in l’ambiente di controllo più forte, i controlli interni in grado di fornire solo una ragionevole sicurezza, non assoluta certezza, che saranno raggiunti i nostri obiettivi. Perché il controllo interno è un processo effettuato da persone, possono verificarsi guasti nella struttura di controllo.

La gestione e la consapevolezza dei rischi per l’ambiente di controllo e la mitigazione di tali rischi è importante per il successo globale del sistema di controllo interno e per il successo dei nostri obiettivi – in ultima analisi, la missione di insegnamento, ricerca e servizio pubblico.

I maggiori rischi per l’ambiente di controllo comprendono:
• Gestione forzata dei controlli: Un sistema di controllo ben progettato, se è totalmente gestito dalla discrezione della direzione può essere equivalente ad alcun controllo in termini di rischio;
• Accesso ai beni: Il modo migliore per tutelare i beni è quello di controllare l’accesso ad essi;
• Sostanza sulla forma: controlli possono sembrare ben progettati, ma possono comunque mancare di sostanza;
• Conflitti di interesse: quando la lealtà di un dipendente è divisa con interessi personali, c’è il rischio concreto che il lavoratore può scegliere una linea di azione dannosa per l’organizzazione;
• La mancata anticipazione dei rischi: la gestione potrebbe non riuscire ad anticipare alcun rischio, e quindi non si riesce a progettare e implementare controlli adeguati;
• Collusione: due o più dipendenti possono convenire ad agire aggirarndo i controlli e le procedure interni;
• La mancanza di politiche e di formazione: i dipendenti hanno bisogno di una guida formale sul codice di condotta, i conflitti di interesse, e comportamento etico adeguato.

Segnalazione delle frodi:
se si sospetta o si hanno le prove di una frode o di una truffa è un obbligo di Legge e un dovere di ogni cittadino segnalare, esporre o denunciare tali attività illegali.